Quando andare dal fisioterapista: 4 casi tra i più comuni

La fisioterapia è una branca della medicina riabilitativa ma non solo. Si tratta di una disciplina molto vasta perché promuovere un approccio integrato che comprende tante altre discipline come le cure olistiche, lo yoga, lo sport, la psicologia E tanto altro ancora per raggiungere l’obiettivo desiderato che il benessere della persona.

Di santo, abbiamo elencato i casi più frequenti e comuni in cui si fa riferimento al fisioterapista a domicilio a Milano per approfondire questo tema e fare maggiore chiarezza. In generale, è possibile che anche il medico curante consigli il protocollo riabilitativo da prenotare tramite prescrizione medica presso la ASL di riferimento.

  1. Per ridurre il mal di schiena

Una delle ragioni principali che spinge molte persone a rivolgersi alla fisioterapista a domicilio a Milano è il mal di schiena. Purtroppo, moltissime persone ogni giorno soffrono di mal di schiena perché spesso assumono un’azione errata durante il giorno. Inoltre, possono esserci degli scompensi patologie pregresse che colpiscono la schiena come, per esempio, lordosi, cifosi, scogliosi e simili.

  1. Dopo un intervento ortopedico

In seguito a un’operazione ortopedica spesso è previsto uno protocollo di fisioterapia per riprendere la mobilità. Lo scopo della fisioterapia è quello di allungare e rafforzare i muscoli terapie manuali che possono prevedere massaggi ed esercizi guidati. Inoltre, è possibile aggiungere terapie fisiche come i tens e l’elettro stimolazione.

  1. Per migliore la pratica sportiva

Il lavoro della fisioterapista a domicilio a Milano può anche puntare a migliorare la pratica sportiva E la performance. Spesso gli atleti, anche non professionisti, ricorrono a queste tecniche per rafforzare il sistema muscolo-scheletrico. Il protocollo riabilitativo viene personalizzato in base alle necessità specifiche della persona.

  1. Nella cura delle patologie neurodegenerative

Purtroppo, ci sono anche delle persone che hanno delle patologie degenerative come possono essere il morbo di Parkinson , la SLA sclerosi multipla, etc. In questi particolari casi, lo scopo non è quello di portare un miglioramento ma piuttosto rallentare il progredire della malattia.